Fin da piccole ci hanno insegnato a sognare, a programmare il nostro futuro. Parlo alla mia generazione, nata negli anni 80′. Siamo cresciute con il sogno di un padre eroe, di un uomo speciale che ci proteggesse quando ne avevamo bisogno. Siamo state educate a: “Papà è il più forte del mondo! Mio marito sarà come lui!”
Dite la verità, chi da piccola non ha giocato con le Barbie e concludeva sempre con il matrimonio con Ken? Io poco, odiavo le Barbie, non c’era mai quella marrone come me.
Ad ogni modo, a un certo punto nel bene o nel male, da qualche anno a questa parte gli uomini sono diventati tutti cattivi per la televisione. Il papà eroe è diventato un despota, il marito lavoratore è un egoista, misogeno e violento.
Ogni giorno, c’è un femminicidio. Ogni giorno si punta il dito al patriarcato. Le canzoni di ieri diventano offensive, il corpo nudo diventa offensivo, le pubblicità dove le mamme cucinano il pranzo, anche loro offensive. Avete notato che in tutte le pubblicità, adesso è il papà che porta il bimbo al parco, che gli dà la medicina, che lava i piatti, prepara il pranzo con il grembiule e il mestolo, che manco Wilma De Angelis? Oppure gli spot dove arrivano con l’auto elettrica, zero consumi, zero emissioni, zero rumore, prendono i figli a scuola ma invece di portarli a fare i compiti, li portano a fare surf su una spiaggia a 100 km di distanza. Seee…quanto sarebbe bello se fosse vero? Per alzata di pollice, quante di voi ogni giorno, anche se lavorano adempiono al proprio ruolo di madre? Aspettate, ricapitoliamo il ruolo di madre:
- cuoca
- autista
- psicologa
- domestica
- maestra
Una cosa però è vera, ultimamente vedo molti più padri fuori scuola, che accompagnano o che riprendano i propri figli. Li vedo a danza aspettando un piccolo tutù che gli venga incontro. Li vedo al supermercato intenti a scegliere gli assorbenti per la moglie, persi tra un Tampax e un Lines, ali o senza, cercando di capire le gocce sulla confezione che cosa rappresentino.
Li osservo ascoltare le figlie adolescenti, restare fuori dalla discoteca perché arrivino sane a casa. Preservare i ragazzi, credere nei loro sogni, cambiare il modo di comunicare, chiedere aiuto a loro volta ai propri genitori, cercando imparare dagli errori.
Non è vero che l’uomo odierno è il lupo cattivo, ci sono padri che per far fronte ai mantenimenti dormono in auto. Padri che rinunciano anche alle più piccole cose per vedere i loro figli realizzati, padri che amano in silenzio e che restano fermi alle decisioni delle mogli. Perfino padri che controllano il registro elettronico.
La società è cambiata, un passo alla volta, piccole cose che aiutano nella famiglia e che insegnano agli uomini e alle donne del domani.
E voi, uomo o donna che siate, cosa ne pensate sulla figura paterna della società odierna?
Fammelo sapere nei commenti.






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